Migliorare il sorriso senza l’uso delle faccette è possibile.
Differenze di colore, forma irregolare dei denti, piccoli spazi, scheggiature e vecchie otturazioni poco estetiche possono spesso essere trattati con interventi conservativi, che mantengono il più possibile lo smalto naturale: sbiancamento mirato, ricostruzioni in composito, rimodellamento.
Le faccette restano una soluzione valida in alcune situazioni, ma comportano scelte che è bene conoscere prima di decidere.
In questo articolo vediamo cosa sono, perché sono così richieste, quali alternative esistono e come si arriva a scegliere il percorso più adatto dopo una valutazione clinica.
Indice
- Perchè le faccette sono così richieste
- Cosa sono le faccette dentali
- I limiti delle faccette: irreversibilità, smalto, manutenzione
- Le faccette si possono togliere e tornare al dente originale?
- Come migliorare il sorriso senza faccette
- Quando le faccette possono essere la scelta più adatta
- Come si sceglie: la visita di valutazione
Perché le faccette sono così richieste
Le faccette sembrano apparire spesso come la strada più rapida verso un sorriso uniforme e luminoso. Questo perché intervengono contemporaneamente su colore, forma e proporzioni dei denti anteriori, e il cambiamento è subito visibile in poche sedute.
Per queste ragioni è comprensibile che molte persone se ne interessino, soprattutto quando il sorriso è motivo di disagio nelle relazioni o sul lavoro.
Proprio perché l’effetto è così evidente, però, è bene conoscere anche l’altra faccia del trattamento: che cosa comporta per il dente, quanto è modificabile in futuro, quali alternative meno invasive possono raggiungere lo stesso obiettivo.
Scegliere in modo informato significa non farsi guidare solo dalla tendenza del momento.
Cosa sono le faccette dentali
Le faccette dentali sono sottili rivestimenti che coprono la superficie frontale del dente. I due tipi principali sono quelli in ceramica, realizzati su misura in laboratorio e incollati al dente, e quelli in composito, un materiale simile a quello delle otturazioni estetiche, applicato e modellato direttamente sul dente.
Di norma si valuta la soluzione della faccetta quando il problema è esteso: discromie profonde che lo sbiancamento non riesce a correggere, alterazioni evidenti di forma o di proporzioni, difetti strutturali importanti. Non devono essere la scelta per qualunque inestetismo, ma una soluzione da inserire in un piano di trattamento dopo un’analisi attenta e mirata.
I limiti delle faccette: irreversibilità, smalto, manutenzione
Le faccette hanno alcuni limiti che è necessario conoscere per scegliere questo trattamento.
- Non sono reversibili. Per applicarle si rimuove una parte di smalto, che non si rigenera: il trattamento non è reversibile.
- Lo smalto fa la differenza. Le faccette incollate allo smalto mostrano risultati migliori di quelle incollate su dentina o su vecchi restauri. Conservare smalto conta anche quando poi si sceglie la faccetta.
- Richiedono manutenzione. Una faccetta può scheggiarsi, incrinarsi, usurarsi o staccarsi e richiedere riparazione o sostituzione. In presenza di bruxismo o di morso profondo potrebbe non essere adatta.
- Servono denti e gengive sani. Carie e malattia gengivale vanno trattate prima, altrimenti si rischia di peggiorare i problemi esistenti.
Le faccette si possono togliere e tornare al dente originale?
No, se per applicarle è stato rimosso dello smalto: una volta asportato, lo smalto non si rigenera, e per questo il trattamento viene considerato non reversibile. Una faccetta danneggiata o non più soddisfacente può essere sostituita con un’altra, ma il dente sottostante resta comunque modificato rispetto alla condizione originaria.
Le tecniche additive in composito, al contrario, lavorano aggiungendo materiale sopra il dente integro, e per questo sono in genere più semplici da modificare, ritoccare o rimuovere in futuro. Sono tecniche conservative.
Come migliorare il sorriso senza faccette
Le alternative alle faccette sono diverse e si scelgono in base al problema da correggere.
Spesso si combinano tra loro: un caso può richiedere, per esempio, prima lo sbiancamento e poi il rifacimento di una vecchia otturazione.
Per un quadro dei difetti correggibili senza faccette, leggi anche Quali danni estetici dei denti si possono correggere senza faccette?
Sbiancamento professionale e mirato
Se il problema è il colore, lo sbiancamento schiarisce i denti naturali senza asportare tessuto. Può essere mirato: a volte basta trattare alcuni denti, o uno solo, per uniformare il sorriso, invece di sbiancare tutta l’arcata.
Un limite da ricordare: lo sbiancamento non cambia il colore di otturazioni, ricostruzioni e faccette già presenti. Per questo, quando servono anche dei restauri, si sbianca prima e si ricostruisce dopo, sul colore raggiunto.
Lo smalto che viene rimosso per applicare una faccetta non ricresce: è una scelta che non si può annullare
Ricostruzioni in composito e additional
In caso di scheggiature, usure, forma irregolare e piccoli spazi tra i denti (diastemi), il dentista può aggiungere composito direttamente sul dente (“additional”), modellandolo in seduta senza limare il dente sano.
Approfondisci in Ricostruzione dei denti.
Rimodellamento estetico e gengive
Piccole modifiche della forma o della lunghezza dei denti, oppure dell’armonia dei margini gengivali, possono migliorare proporzioni e simmetria del sorriso. Spesso un dente troppo squadrato, appuntito o di lunghezza diversa dal vicino è ciò che rende il sorriso “poco armonico”, più del colore o della posizione.
Il rimodellamento può essere additivo (si aggiunge materiale) o sottrattivo (si leviga una quantità minima di smalto), e la scelta dipende dal caso. Alcuni esempi si possono vedere nei miei casi clinici di rimodellamento e otturazioni estetiche e di gengivectomie.
I migliori interventi di estetica del sorriso sono quelli che non si vedono
Igiene professionale e vecchie otturazioni
Non tutti i difetti estetici dei denti richiedono un trattamento vero e proprio. Macchie superficiali, ombre e tartaro si rimuovono con l’igiene professionale (prevenzione), e sostituire otturazioni scure o datate con restauri del colore del dente può cambiare sensibilmente l’aspetto del sorriso.
Sono interventi semplici, ma spesso sottovalutati: partire da questi permette di capire quanto margine di miglioramento c’è prima di valutare trattamenti più estesi.
Allineatori e ortodonzia
Quando il difetto principale è la posizione dei denti, gli allineatori trasparenti possono essere un’alternativa alle faccette, perché spostano i denti senza rivestirli. Si tratta però di un percorso da valutare insieme a un ortodontista, che stabilisce se il caso è adatto e come mantenere il risultato nel tempo.
Quando le faccette possono essere la scelta più adatta
Le faccette possono essere indicate quando le tecniche conservative non bastano: discromie profonde non correggibili con lo sbiancamento, alterazioni significative di forma o di proporzioni, difetti estesi che richiederebbero comunque un rivestimento del dente. In questi casi, una faccetta progettata con attenzione può essere la soluzione più coerente.
Vanno invece rimandate, o evitate, in presenza di carie, malattia gengivale non trattata o bruxismo non controllato. In queste situazioni è necessario prima risolvere il problema di base e poi rivalutare l’aspetto estetico.
Come si sceglie: la visita di valutazione
Due sorrisi apparentemente simili possono avere cause diverse: un dente scuro può dipendere da pigmenti superficiali o da una vecchia devitalizzazione, un dente corto da usura o da bruxismo. Per questo, prima di proporre un trattamento, si valutano:
- colore, forma e proporzioni dei denti, in armonia con labbra e gengive;
- salute di denti e gengive;
- morso e abitudini, come il digrignamento;
- restauri già presenti.
Sulla base di questa analisi si costruisce un piano personalizzato, che può prevedere più trattamenti in sequenza. Una simulazione estetica aiuta a immaginare il risultato prima di intervenire.
Alcuni esempi nella pagina dei casi clinici.
Domande frequenti
Si può migliorare il sorriso senza faccette?
Sì, in molti casi. Colore, piccole irregolarità di forma, scheggiature, piccoli spazi e vecchie otturazioni possono essere corretti con lo sbiancamento mirato, le ricostruzioni in composito e il rimodellamento. Quando i difetti sono estesi, le faccette possono essere valutate. Solo una visita preliminare permette di stabilirlo.
Le faccette si possono togliere e tornare al dente originale?
No, se per applicarle è stato rimosso smalto: lo smalto non si rigenera e il trattamento non è reversibile. Le tecniche in composito sono in genere più semplici da modificare o rifare.
Quanto dura una faccetta?
Non c’è una durata uguale per tutti. Le faccette in ceramica incollate allo smalto possono durare fino a 10 anni. Quelle in composito 2–8 anni, con maggiore manutenzione. Sono importanti però igiene e controlli periodici.
Perché serve una visita prima di scegliere il trattamento?
Perché lo stesso inestetismo può avere cause diverse e richiedere soluzioni diverse. Inoltre carie e malattia gengivale vanno trattate prima di qualsiasi intervento estetico.
